Microcredito per startup in Italia: importi, requisiti e come richiederlo
Il microcredito è uno strumento di accesso al credito pensato per chi non riesce a ottenere un finanziamento bancario ordinario per mancanza di garanzie o storico creditizio. Per le startup in fase di avvio, con un'idea concreta ma senza asset da offrire in garanzia, può essere il primo finanziamento reale.
- Importo massimo: €40.000 per microcredito imprenditoriale ENM
- Nessuna garanzia reale richiesta: il merito si valuta sul progetto
- Tasso d'interesse: calmierato, variabile per operatore (spesso sotto il 5%)
- Settori esclusi: agricoltura primaria, intermediazione finanziaria
- Accesso tramite operatori di microcredito autorizzati da Banca d'Italia
Cos'è il microcredito imprenditoriale
Il microcredito imprenditoriale in Italia è disciplinato dal TUB (art. 111) e dal DM 176/2014. È distinto dal microcredito sociale (rivolto a persone fisiche in difficoltà). Permette a microimprese e professionisti di accedere a piccoli finanziamenti senza garanzie reali, accompagnati obbligatoriamente da servizi di tutoraggio.
L'Ente Nazionale per il Microcredito (ENM) coordina la rete degli operatori abilitati e promuove i programmi di accesso, spesso in collaborazione con regioni e Camere di Commercio.
Importi e condizioni
| Parametro | Valore |
|---|---|
| Importo massimo per operazione | €40.000 |
| Importo massimo cumulato (stessa impresa) | €100.000 |
| Durata massima | 84 mesi (7 anni) |
| Garanzie reali richieste | No (solo garanzie personali in alcuni casi) |
| Servizi di tutoraggio | Obbligatori (inclusi nel percorso) |
I tassi di interesse applicati dagli operatori variano, ma devono essere inferiori al tasso usura e in genere sono compresi tra il 3% e il 7% annuo. Alcuni programmi regionali abbattono ulteriormente il tasso tramite contributi in conto interessi.
Chi può accedere
Possono richiedere il microcredito imprenditoriale:
- Persone fisiche che vogliono avviare o ampliare una microimpresa
- Microimprese (meno di 5 dipendenti, non più di €300k di fatturato annuo)
- Associazioni e cooperative (in alcune declinazioni del programma)
- Professionisti con partita IVA
Non è obbligatorio essere una startup innovativa, ma lo è avere un progetto imprenditoriale coerente e sostenibile, che viene valutato dall'operatore con il supporto dei tutor.
Spese ammissibili
Il finanziamento può coprire:
- Acquisto di attrezzature e macchinari
- Acquisto di materie prime e scorte
- Spese di locazione (canoni fino a 3 mesi anticipati)
- Spese per formazione e consulenze connesse all'attività
- Spese di avvio (registrazioni, licenze, certificazioni)
Non sono ammissibili: spese per l'acquisto di beni immobili, ristrutturazioni pesanti, rimborso di debiti preesistenti.
Come si richiede
- Trova un operatore abilitato: la lista degli operatori autorizzati da Banca d'Italia è disponibile su enm.gov.it. Molte Camere di Commercio e fondazioni bancarie locali offrono sportelli microcredito
- Presenta la tua idea d'impresa: di solito serve un business plan semplificato, CV, documento d'identità e codice fiscale
- Valutazione del progetto: il tutor assegnato aiuta a verificare la fattibilità economica e a completare la documentazione
- Istruttoria e delibera: l'operatore valuta e delibera tipicamente in 30-60 giorni
- Erogazione e tutoraggio: ricevi il finanziamento e avvii il percorso di tutoraggio obbligatorio (incontri periodici con il tutor)
Microcredito e startup innovative: limiti da conoscere
Il microcredito è utile nella fase zero, quando hai bisogno di poche decine di migliaia di euro per avviare e non hai garanzie. Appena la startup cresce, gli importi disponibili diventano insufficienti per le esigenze di un'impresa innovativa. Il passo successivo naturale è verso il Fondo di Garanzia PMI o verso i bandi Invitalia come Smart&Start.
Per un quadro completo di tutti i finanziamenti disponibili in ogni fase della startup, vai ai bandi startup 2026.