Come dichiarare le criptovalute nel quadro RW

A cura della Redazione · Aggiornato il 15 luglio 2026 · 6 min di lettura

Possiedi Bitcoin, Ethereum o un'altra valuta digitale? Allora, prima o poi, dovrai fare i conti con un adempimento che in tanti sottovalutano: dichiarare criptovalute nel quadro RW della dichiarazione dei redditi. Niente di facoltativo e niente di marginale. Il monitoraggio fiscale delle attività detenute all'estero è un obbligo di legge, e le cripto-attività rientrano a pieno titolo tra i beni da segnalare al Fisco. In questa guida ti spiego chi deve compilare il quadro RW, come farlo concretamente e quali sono gli scivoloni più comuni da evitare.

Perché le criptovalute vanno nel quadro RW

Il quadro RW del modello Redditi Persone Fisiche serve al cosiddetto "monitoraggio fiscale": è lo strumento con cui l'Agenzia delle Entrate tiene traccia delle attività finanziarie e patrimoniali detenute fuori dai confini italiani. Con la Legge di Bilancio 2023 il legislatore ha chiarito in modo esplicito che le cripto-attività vanno indicate in questo quadro, recependo un orientamento che di fatto era già consolidato.

L'obbligo scatta a prescindere dal fatto che tu abbia incassato o meno una plusvalenza. Anche se hai semplicemente comprato le tue monete e le hai lasciate ferme nel wallet senza venderle, il possesso va dichiarato lo stesso. Dal 2023 il quadro RW svolge una doppia funzione: da un lato il monitoraggio, dall'altro la liquidazione dell'imposta patrimoniale sulle cripto-attività (l'IC, Imposta sulle Cripto-attività), che ha di fatto preso il posto dell'IVAFE.

Chi è obbligato a compilarlo

Devono compilare il quadro RW tutte le persone fisiche fiscalmente residenti in Italia che, durante l'anno d'imposta, hanno detenuto cripto-attività. Questo vale anche se:

  • le criptovalute sono custodite su un exchange con sede all'estero;
  • sono conservate in un wallet non-custodial, di cui detieni tu le chiavi private;
  • le hai ricevute tramite staking, airdrop o come pagamento;
  • non le hai mai convertite in euro nel corso dell'anno.

Se vuoi capire dove conviene tenere i tuoi fondi e quali piattaforme offrono maggiori garanzie, può esserti utile la nostra panoramica sui migliori exchange di criptovalute prima ancora di affrontare il tema fiscale.

Come si compila il quadro RW per le criptovalute

La compilazione richiede di indicare, per ciascuna tipologia di cripto-attività, una serie di dati che permettano all'amministrazione finanziaria di ricostruire il valore detenuto. Vediamo i campi principali da considerare.

I dati da inserire

  • Codice di individuazione del bene: per le cripto-attività si utilizza il codice dedicato previsto dalle istruzioni ministeriali (codice 21).
  • Valore iniziale e valore finale: il controvalore in euro al 1° gennaio (o alla data di acquisto, se successiva) e al 31 dicembre dell'anno d'imposta.
  • Giorni di possesso: il numero di giorni in cui hai detenuto l'attività, utile per il calcolo dell'imposta patrimoniale.
  • Quota di possesso: di norma 100% se sei l'unico titolare.

Il valore va calcolato secondo il cambio rilevato sulla piattaforma dove le cripto-attività sono detenute alla data di riferimento. Se manca una quotazione affidabile, si utilizza quella reperibile da un'altra piattaforma analoga o da siti specializzati. Conserva sempre gli screenshot e gli estratti conto dell'exchange: in caso di controllo, sono la tua prima linea di difesa.

L'imposta patrimoniale (IC)

Sul valore delle cripto-attività detenute al 31 dicembre si applica un'imposta dello 0,2% (2 per mille), sulla falsariga dell'IVAFE prevista per i prodotti finanziari esteri. L'importo è dovuto in proporzione ai giorni di possesso e alla quota di titolarità. Un esempio: su un portafoglio da 10.000 euro tenuto per l'intero anno, parliamo di appena 20 euro. Cifre modeste, certo, ma vanno comunque versate e indicate correttamente: dimenticarle è uno degli errori più frequenti.

RW e tassazione delle plusvalenze: due cose diverse

Un equivoco molto comune è confondere il monitoraggio (quadro RW) con la tassazione dei guadagni. Sono due piani distinti. Nel quadro RW dichiari il possesso; le eventuali plusvalenze realizzate vendendo o convertendo le tue cripto vanno invece gestite nel quadro RT, con un'aliquota del 26% sulla parte eccedente la soglia di esenzione prevista dalla normativa.

Per un approfondimento completo su aliquote, soglie ed esempi di calcolo dei guadagni, ti consigliamo di leggere la nostra guida dedicata alle tasse sulle criptovalute in Italia, che affronta nel dettaglio il quadro RT e la gestione delle plusvalenze.

Errori da evitare e sanzioni

Omettere il quadro RW non è un errore innocuo. Le sanzioni per la mancata o infedele compilazione del monitoraggio fiscale vanno dal 3% al 15% degli importi non dichiarati, percentuali che raddoppiano se le attività sono detenute in Paesi a fiscalità privilegiata. A questo si aggiungono le sanzioni relative all'imposta non versata.

Ecco gli errori più frequenti da tenere d'occhio:

  • pensare che il wallet personale "non conti", quando invece va sempre dichiarato;
  • dimenticare le cripto detenute su exchange dismessi o poco usati durante l'anno;
  • non documentare i valori di carico e i movimenti;
  • confondere il quadro RW con il quadro RT e tralasciare uno dei due.

Se invece sei agli inizi e devi ancora costruire il tuo portafoglio in modo ordinato e tracciabile, parti dalla nostra guida su come comprare Bitcoin in Italia: avere fin da subito registri puliti ti semplificherà enormemente la vita al momento della dichiarazione.

Strumenti utili per organizzarti

La parte più faticosa non è la compilazione in sé, ma la ricostruzione dei dati a posteriori. Tenere uno storico ordinato di acquisti, vendite, swap e trasferimenti ti permette di calcolare con precisione valori iniziali, finali e giorni di possesso. Per approfondire il funzionamento del settore e le sue dinamiche puoi consultare la nostra sezione dedicata alle criptovalute, mentre per inquadrare l'impatto complessivo del fisco sui tuoi redditi può tornarti utile la guida su stipendio e tasse.

Conclusione

Imparare a dichiarare criptovalute nel quadro RW non è complicato, ma richiede precisione e abitudine alla documentazione. Il consiglio più importante è mantenere ordine durante tutto l'anno: registra ogni operazione, conserva gli estratti dell'exchange e annota i valori al 1° gennaio e al 31 dicembre. Se il tuo patrimonio in cripto è consistente o la situazione è articolata (staking, DeFi, più piattaforme), valuta il supporto di un commercialista esperto del settore: la normativa è in continua evoluzione e un parere qualificato ti mette al riparo da errori costosi.

Domande frequenti

Devo dichiarare le criptovalute nel quadro RW anche se non le ho mai vendute?

Sì. L'obbligo riguarda il possesso, non la vendita. Anche se hai solo comprato e tenuto le tue cripto-attività per tutto l'anno, devi indicarle nel quadro RW. La tassazione delle plusvalenze, che scatta solo quando vendi o converti, è una questione separata che riguarda il quadro RT.

Quanto costa l'imposta sulle criptovalute nel quadro RW?

L'imposta patrimoniale (IC) è pari allo 0,2% del valore detenuto al 31 dicembre, rapportata ai giorni di possesso. Su 5.000 euro di cripto tenute tutto l'anno paghi circa 10 euro. È un importo contenuto, ma va versato e riportato in dichiarazione per non incorrere in sanzioni.

Conviene affidarsi a un commercialista per il quadro RW delle cripto?

Se hai poche operazioni su un solo exchange, con un po' di attenzione puoi cavartela da solo. Quando però entrano in gioco staking, DeFi, più wallet o trasferimenti frequenti, il supporto di un commercialista specializzato in fiscalità crypto ti risparmia tempo ed errori potenzialmente costosi.

Cosa rischio se dimentico di compilare il quadro RW?

Le sanzioni per il monitoraggio fiscale omesso vanno dal 3% al 15% degli importi non dichiarati, e raddoppiano per le attività detenute in Paesi a fiscalità privilegiata. A queste si sommano le sanzioni sull'imposta non versata. Meglio dichiarare tutto, anche piccoli importi.

Investire in criptovalute comporta rischi: puoi perdere il capitale investito. Questo articolo ha finalità puramente informative e non costituisce consulenza finanziaria né fiscale.