Affitto con riscatto: come funziona il rent to buy

A cura della Redazione · Aggiornato il 15 luglio 2026 · 6 min di lettura

L'affitto con riscatto è una formula che permette di vivere in una casa pagando un canone mensile e, allo stesso tempo, accumulare una parte di quel denaro da scalare dal prezzo finale di acquisto. In questa guida vedrai come funziona davvero il rent to buy, quanto costa, a chi conviene e quali sono i rischi concreti prima di firmare un contratto. L'obiettivo è darti gli strumenti per capire se questa soluzione fa al caso tuo o se ti conviene puntare su un classico mutuo.

Che cos'è l'affitto con riscatto e come funziona

L'affitto con riscatto, conosciuto anche con il termine inglese rent to buy, è un contratto regolato in Italia dall'articolo 23 del decreto legge 133/2014 (il cosiddetto "Sblocca Italia"). In pratica unisce due fasi: prima si vive in affitto, poi si compra.

Il canone mensile che paghi è diviso in due quote:

  • una parte per il godimento dell'immobile, cioè il vero e proprio affitto, che resta al proprietario;
  • una parte in conto prezzo, che viene accantonata e detratta dal costo finale della casa quando deciderai di acquistarla.

Al termine del periodo concordato (in genere tra 3 e 10 anni) l'inquilino ha il diritto, ma non l'obbligo, di comprare l'immobile. Versa quindi il prezzo pattuito al momento della firma, già ridotto delle quote accantonate negli anni.

Un esempio numerico semplice

Immagina una casa dal prezzo concordato di 150.000 euro, con un canone mensile di 800 euro di cui 500 per il godimento e 300 in conto prezzo. Dopo 5 anni avrai accantonato circa 18.000 euro (300 x 60 mesi). Al rogito dovrai versare i restanti 132.000 euro, di solito chiedendo un mutuo. Le cifre variano molto da contratto a contratto: questi numeri servono solo a rendere l'idea del meccanismo.

Quanto costa e come viene tassato

Dal punto di vista fiscale il contratto va trattato distinguendo le due componenti del canone. Sulla quota di godimento il proprietario applica la tassazione tipica delle locazioni: può scegliere l'IRPEF ordinaria oppure la cedolare secca, con aliquota del 21% sui contratti a canone libero e del 10% su quelli a canone concordato. Se vuoi approfondire questo aspetto, leggi la nostra guida su come funziona la cedolare secca.

La quota in conto prezzo, invece, è trattata come un acconto sul futuro acquisto e segue le regole della compravendita. Tieni presente anche le spese accessorie:

  • imposta di registro sulla parte di locazione;
  • trascrizione del contratto nei registri immobiliari, fortemente consigliata per tutelarti;
  • spese notarili, sia per il contratto iniziale sia per il rogito finale.

La trascrizione ha un valore importante: protegge l'inquilino per un massimo di dieci anni da eventuali vendite a terzi o iscrizioni di ipoteche da parte del proprietario.

A chi conviene l'affitto con riscatto?

Questa formula non è una scorciatoia universale, ma in alcune situazioni risolve problemi reali. Conviene soprattutto a chi:

  • non ha ancora abbastanza risparmi per l'anticipo richiesto da una banca, ma ha un reddito stabile;
  • ha avuto in passato qualche difficoltà creditizia e oggi fatica a ottenere subito un mutuo;
  • vuole "provare" la casa e la zona prima di impegnarsi definitivamente;
  • è un giovane o un lavoratore con contratto recente che punta a consolidare la propria posizione nei prossimi anni.

Per il venditore, invece, il rent to buy è un modo per valorizzare un immobile difficile da vendere, incassando un canone nell'attesa. Se stai valutando l'investimento immobiliare in generale, può esserti utile capire prima quanto rende davvero affittare casa e confrontare i rendimenti. Trovi altri strumenti dedicati nella sezione dedicata all'immobiliare.

Quali sono i rischi e gli errori da evitare

L'affitto con riscatto ha vantaggi concreti, ma anche insidie che è bene conoscere prima di firmare.

Il rischio di perdere le somme versate

Se alla scadenza decidi di non acquistare, rischi di perdere in tutto o in parte le quote accantonate in conto prezzo. Le condizioni dipendono da quanto scritto nel contratto: per questo la clausola sulla restituzione va negoziata con attenzione.

Il mutuo finale non è garantito

Accantonare quote non significa avere la casa assicurata. Al momento del rogito dovrai comunque reperire il saldo, quasi sempre tramite finanziamento. Verifica per tempo la tua capacità di accesso al credito: puoi farti un'idea con i nostri strumenti su mutui e prestiti.

Altri errori frequenti

  • non trascrivere il contratto, lasciandosi esposti alle pretese dei creditori del proprietario;
  • non fissare con chiarezza il prezzo finale e la ripartizione del canone;
  • sottovalutare lo stato dell'immobile: una perizia tecnica iniziale evita brutte sorprese;
  • non prevedere cosa accade in caso di morosità, anche solo di poche mensilità.

Prima di firmare conviene confrontare le condizioni di mutuo disponibili sul mercato per capire quanto ti costerebbe il saldo finale.

Scopri MutuiOnline →

Affitto con riscatto o mutuo tradizionale?

La domanda chiave è se ti convenga aspettare comprando subito con un mutuo oppure passare per il rent to buy. In linea di massima, se hai già l'anticipo e un buon merito creditizio, il mutuo classico è più lineare ed economico. Se invece ti manca la liquidità iniziale ma vuoi bloccare oggi il prezzo di una casa, l'affitto con riscatto offre tempo e flessibilità. È una scelta che riguarda anche la tua pianificazione finanziaria complessiva: rafforzare le basi con un po' di educazione finanziaria ti aiuta a decidere con maggiore lucidità.

Domande frequenti

Cosa succede se non compro la casa alla fine del contratto?

Se non eserciti il diritto di acquisto, lasci l'immobile al proprietario. La quota di godimento resta sempre a lui, mentre la quota accantonata in conto prezzo può esserti restituita in tutto o in parte, oppure trattenuta, a seconda di quanto previsto nel contratto. Per questo la clausola sulla restituzione è il punto da negoziare con più cura.

Per quanti anni può durare un contratto di rent to buy?

La legge non fissa una durata minima, ma il periodo concordato in genere va da 3 a 10 anni. La trascrizione del contratto nei registri immobiliari tutela l'inquilino per un massimo di dieci anni. Durata e quote del canone sono liberamente definibili tra le parti, perciò possono adattarsi alle tue esigenze e alla tua capacità di risparmio.

L'affitto con riscatto conviene davvero rispetto al mutuo?

Dipende dalla tua situazione. Conviene se non hai ancora l'anticipo o il merito creditizio per un mutuo immediato, perché ti permette di bloccare il prezzo e accumulare nel frattempo. Se invece hai già la liquidità, un mutuo tradizionale è di solito più economico e semplice, perché eviti la doppia componente di canone e le spese aggiuntive del contratto.

Chi paga le spese condominiali e la manutenzione?

Di norma, finché si è nella fase di godimento, l'inquilino paga le spese ordinarie e condominiali come in un normale affitto, mentre le spese straordinarie restano a carico del proprietario. Anche questo aspetto va però messo nero su bianco nel contratto, perché le parti possono accordarsi diversamente in base al valore e allo stato dell'immobile.

Conclusione

L'affitto con riscatto è uno strumento utile per chi vuole arrivare alla casa di proprietà con più gradualità, ma funziona solo se il contratto è scritto bene e se hai una strategia realistica per ottenere il mutuo finale. Confronta sempre i numeri, fatti assistere da un notaio e valuta con calma se questa formula si adatta ai tuoi obiettivi prima di impegnarti.

Questo articolo ha scopo puramente informativo e non costituisce consulenza finanziaria, legale o fiscale. Prima di sottoscrivere qualsiasi contratto immobiliare rivolgiti a un professionista qualificato.