Cosa sono le stablecoin (USDT e USDC) e come funzionano

A cura della Redazione · Aggiornato il 15 luglio 2026 · 6 min di lettura

Le stablecoin sono criptovalute pensate per mantenere un valore stabile, di solito ancorato al dollaro statunitense. Se ti stai chiedendo cosa sono le stablecoin come USDT e USDC e come funzionano davvero, qui trovi una spiegazione chiara: come riescono a valere sempre circa un dollaro, a cosa servono, quali rischi nascondono e quali errori evitare prima di usarle.

Cosa sono le stablecoin e perché esistono

Una stablecoin è una criptovaluta progettata per avere un prezzo stabile nel tempo, a differenza di Bitcoin o Ethereum che oscillano anche molto in poche ore. La maggior parte delle stablecoin è agganciata al dollaro con un rapporto di 1:1: una unità dovrebbe valere sempre circa un dollaro.

Esistono perché nel mondo crypto serviva un "porto sicuro": un modo per spostare valore, incassare profitti o pagare senza dover convertire ogni volta in euro o dollari su un conto bancario. Sono diventate uno strumento centrale negli scambi e nei pagamenti digitali. Se vuoi un quadro più ampio del settore, parti dalla nostra guida alle criptovalute e ai loro strumenti.

USDT e USDC: le due più diffuse

  • USDT (Tether): la stablecoin con la maggiore capitalizzazione e i volumi di scambio più alti. È accettata praticamente ovunque nel settore.
  • USDC (USD Coin): emessa dalla società Circle, viene spesso percepita come più trasparente sul piano delle riserve e dei controlli.

Entrambe puntano allo stesso obiettivo, restare ancorate al dollaro, ma differiscono per emittente, trasparenza e contesto normativo.

Come funzionano le stablecoin

Il meccanismo dipende dal tipo di stablecoin. Le più usate, USDT e USDC, sono collateralizzate da valute tradizionali: per ogni token emesso, l'emittente dovrebbe detenere riserve equivalenti in dollari, titoli di Stato a breve termine e strumenti liquidi. In teoria, questo permette di riscattare sempre il token per un dollaro.

Esistono però categorie diverse:

  • Collateralizzate in fiat: garantite da dollari e attività liquide (USDT, USDC). Sono le più semplici da capire.
  • Collateralizzate in crypto: garantite da altre criptovalute depositate come collaterale, spesso in eccesso per assorbire la volatilità.
  • Algoritmiche: cercano di mantenere il valore tramite algoritmi che regolano l'offerta. Si sono rivelate le più fragili, con alcuni crolli storici clamorosi.

Le stablecoin viaggiano su blockchain come Ethereum, Tron o Solana. Questo significa che inviarle comporta una commissione di rete che cambia in base alla blockchain usata. Per capire la logica dei costi puoi leggere anche quanto costa una transazione in Bitcoin, che spiega bene come funzionano le fee.

A cosa servono e come si usano

Le stablecoin hanno usi molto concreti, sia per chi investe sia per chi le sfrutta come strumento di pagamento:

  • Parcheggiare valore: convertire i profitti di un trade in stablecoin per "uscire" dalla volatilità senza tornare in euro.
  • Comprare altre crypto: sono la coppia di scambio principale per acquistare Bitcoin, Ethereum e gli altri token.
  • Inviare denaro: trasferimenti rapidi e a basso costo, anche internazionali, senza passare dai circuiti bancari tradizionali.
  • Finanza decentralizzata (DeFi): usate per prestiti, liquidità e strategie di rendimento.

Per acquistare USDT o USDC serve un exchange affidabile, dove convertire euro in stablecoin con pochi passaggi. Una delle piattaforme più usate a livello globale è Binance.

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Quanto si guadagna e conviene tenerle?

Le stablecoin non sono pensate per guadagnare dall'aumento di prezzo: per definizione restano intorno a un dollaro. Il "rendimento" arriva da altre attività, come prestare le proprie stablecoin o fornire liquidità, con tassi che variano molto e che non sono mai garantiti. Diffida di chi promette interessi fissi e altissimi: spesso nascondono rischi elevati.

Conviene tenerle se ti servono come strumento operativo: incassare profitti, muoverti tra crypto, fare pagamenti. Non sono invece un sostituto di un fondo di liquidità in euro, perché restano esposte a rischi di emittente e di cambio. Per i tuoi risparmi di sicurezza resta più sensato un classico fondo di emergenza in valuta tradizionale.

E la tassazione in Italia?

In Italia le plusvalenze da cripto-attività sono soggette a un'imposta sostitutiva che, dal 1° gennaio 2026, è salita al 33% (in precedenza era il 26%). Anche scambiare una crypto volatile con una stablecoin può, in alcuni casi, far emergere una plusvalenza imponibile. Le regole sono tecniche e in evoluzione: prima di operare in modo significativo conviene confrontarsi con un commercialista aggiornato sul tema. I termini meno noti li trovi spiegati nel nostro glossario della finanza.

Quali rischi e quali errori evitare

Anche se sono "stabili", le stablecoin non sono prive di rischi:

  • Rischio di emittente: dipendi dalla solidità e dalla trasparenza di chi le emette e dalla reale esistenza delle riserve.
  • Depeg: in momenti di stress il prezzo può staccarsi temporaneamente da un dollaro, scendendo sotto la parità.
  • Rischio normativo: le regole su queste cripto-attività stanno cambiando e possono incidere su come e dove usarle.
  • Errori tecnici: inviare token sulla blockchain sbagliata o sbagliare l'indirizzo può significare perderli per sempre.

Gli errori più comuni? Lasciare tutto su un solo exchange senza valutarne l'affidabilità, inseguire rendimenti gonfiati e confondere "stabile" con "privo di rischio". Una piattaforma molto usata anche in Italia per iniziare in modo regolato è Coinbase.

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Domande frequenti

Qual è la differenza tra USDT e USDC?

Entrambe sono ancorate al dollaro con rapporto 1:1, ma hanno emittenti diversi: USDT è gestita da Tether, USDC da Circle. USDT ha volumi e diffusione maggiori, mentre USDC è spesso considerata più trasparente su riserve e controlli. La scelta dipende dall'uso che ne fai e dalle piattaforme su cui operi.

Le stablecoin sono sicure?

Sono più stabili nel prezzo rispetto a Bitcoin, ma non sono prive di rischi. Dipendi dalla solidità dell'emittente e dall'effettiva esistenza delle riserve, e in casi rari il valore può staccarsi dal dollaro. Non sono garantite come un deposito bancario, quindi vanno usate con consapevolezza e senza concentrare tutto su un'unica piattaforma.

Come si comprano USDT o USDC?

Si acquistano su un exchange di criptovalute: ci si registra, si verifica l'identità, si depositano euro e si convertono in stablecoin. Il processo richiede pochi minuti. È importante scegliere piattaforme affidabili e conservare i token in modo sicuro, valutando anche un wallet personale per importi rilevanti.

Le stablecoin pagano interessi?

Di per sé no: restano ancorate al dollaro. Alcune piattaforme offrono rendimenti prestando o mettendo in liquidità le stablecoin, ma quei tassi variano e non sono garantiti. Rendimenti molto alti e "sicuri" sono spesso un segnale d'allarme: dietro a un interesse elevato c'è quasi sempre un rischio altrettanto elevato.

Conclusione

Le stablecoin sono lo strumento che tiene insieme il mondo crypto: permettono di muoversi tra volatilità e stabilità, pagare e incassare senza tornare ogni volta in banca. Capire cosa sono le stablecoin, come funzionano USDT e USDC e quali rischi comportano è il primo passo per usarle in modo consapevole, senza confondere "valore stabile" con "rischio zero".

Le criptovalute sono strumenti ad alto rischio e possono comportare la perdita totale del capitale investito. Questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza finanziaria.