IVA per startup: regimi, esoneri e adempimenti nel 2026

A cura della Redazione · Aggiornato il 1 luglio 2026 · 3 min di lettura

IVA per startup: regimi, esoneri e adempimenti nel 2026

Aprire una SRL significa entrare nel regime IVA ordinario, senza possibilità di esenzione forfettaria. Gli adempimenti IVA per una startup sono gestibili ma richiedono organizzazione fin dal primo giorno: liquidazioni mensili o trimestrali, fatturazione elettronica obbligatoria, gestione del credito IVA, e regole specifiche per i clienti PA e per l'UE.

In sintesi:
  • SRL: regime IVA ordinario obbligatorio (nessun forfettario possibile)
  • Aliquota standard: 22% (riduzioni al 10% e 5% per categorie specifiche)
  • Liquidazioni: mensili (ricavi > €400.000) o trimestrali (ricavi ≤ €400.000)
  • Fattura elettronica: obbligatoria per tutti i soggetti IVA
  • Clienti PA: split payment obbligatorio
  • Clienti UE: non imponibili IVA con verifica VIES

Regime IVA ordinario per la SRL

La SRL è soggetto IVA sin dalla costituzione. Non esiste alcuna soglia minima di fatturato per applicare l'IVA: dal primo euro di ricavo, devi emettere fatture con IVA (se la prestazione è imponibile) e gestire la liquidazione periodica della differenza tra IVA a credito (acquisti) e IVA a debito (vendite).

L'apertura della partita IVA avviene contestualmente alla costituzione della SRL con comunicazione all'Agenzia delle Entrate (modello AA7). Il codice attività ATECO deve riflettere l'attività principale della startup.

Liquidazioni periodiche IVA

Le startup nei primi anni rientrano quasi sempre nella liquidazione trimestrale (ricavi presunti sotto €400.000). Le scadenze sono:

  • 1° trimestre: versamento entro il 16 maggio
  • 2° trimestre: versamento entro il 16 agosto (proroga spesso al 20 agosto)
  • 3° trimestre: versamento entro il 16 novembre
  • 4° trimestre: versamento entro il 16 marzo dell'anno successivo (con la dichiarazione annuale)

Chi opta per la liquidazione trimestrale versa una maggiorazione dell'1% sugli importi trimestrali. Potrebbe valere la pena optare per il mensile se la startup ha strutturalmente IVA a credito (molti acquisti, vendite inizialmente basse).

IVA a credito e rimborso

Nelle startup early-stage con molti acquisti (hardware, software, consulenze) e pochi ricavi, si accumula facilmente un credito IVA. Puoi:

  • Compensare il credito con altri tributi in F24 (IRES, IRPEF, contributi)
  • Richiedere il rimborso (più lento, richiede visto di conformità sopra €30.000)
  • Riportare il credito all'anno successivo

Per startup con ingenti investimenti iniziali, la compensazione o il rimborso del credito IVA può liberare liquidità significativa. Pianifica questo aspetto con il commercialista già nei primi mesi.

Fatturazione elettronica obbligatoria

Dal 2024 la fattura elettronica tramite Sistema di Interscambio (SDI) è obbligatoria per tutti i soggetti IVA, senza eccezioni di fatturato. Usa un software di fatturazione elettronica (Fatture in Cloud, Aruba, Zucchetti, ecc.) o il sistema gratuito dell'Agenzia delle Entrate. Ogni fattura deve essere emessa in formato XML e transitare per SDI prima di essere considerata valida.

Split payment con clienti PA

Se vendi alla Pubblica Amministrazione (comuni, ministeri, università, enti pubblici), si applica lo split payment: l'ente pubblico non ti paga l'IVA, ma la versa direttamente all'Erario. Tu ricevi solo l'imponibile e accumuli IVA a credito strutturale. Per le startup che lavorano con PA, questo meccanismo crea un credito IVA persistente da gestire con rimborso periodico.

Vendite a clienti UE (B2B intracomunitarie)

Le vendite di beni o servizi a soggetti IVA di altri Paesi UE sono non imponibili IVA in Italia, a condizione che il cliente sia iscritto al VIES (VAT Information Exchange System) e che la cessione sia documentata correttamente. Prima di emettere la fattura senza IVA, verifica la partita IVA del cliente su VIES online.

Le operazioni intracomunitarie vanno comunicate trimestralmente tramite l'esterometro (sostituito dall'obbligo di trasmettere al SDI le fatture verso l'estero in formato elettronico).

Servizi digitali B2C verso UE: OSS

Se vendi servizi digitali (SaaS, app, contenuti online) a consumatori finali in altri Paesi UE, dal 2021 si applica l'IVA del Paese del consumatore. Puoi aderire al regime OSS (One Stop Shop) tramite l'Agenzia delle Entrate italiana per dichiarare e versare tutta l'IVA UE in un'unica dichiarazione trimestrale, senza registrarti paese per paese. Obbligatorio superata la soglia di €10.000 di vendite B2C UE.

IVA e startup innovativa

Lo status di startup innovativa non comporta agevolazioni IVA specifiche: l'esonero dai diritti CCIAA non include l'IVA. Tutti gli adempimenti ordinari si applicano normalmente. Organizza la contabilità IVA fin dal primo mese per evitare sanzioni da ritardato versamento (30% dell'importo non versato, ridotti con ravvedimento operoso).

Vedi anche: regime forfettario per founder, agevolazioni startup innovativa 2026, come creare una startup in Italia.