Se hai un conto su N26, Revolut, DEGIRO o eToro potresti dover pagare l’IVAFE: l’imposta patrimoniale italiana sulle attività finanziarie detenute all’estero. Si calcola sul valore medio annuo delle attività, in proporzione ai mesi di detenzione e alla quota di possesso. Questo calcolatore IVAFE 2026 ti mostra in pochi secondi quanto dovresti versare e se scatta l’obbligo di compilare il quadro RW nel modello Redditi.
Calcolatore IVAFE 2026
Seleziona il tipo di attività, inserisci il valore medio e i mesi di detenzione.
IVAFE si dichiara nel quadro RW del modello Redditi. Consulta un commercialista per situazioni complesse.
Cos’è l’IVAFE e chi deve pagarla
L’IVAFE (Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie all’Estero) è un’imposta patrimoniale prevista dal decreto legge 201/2011 e resa strutturale dalla legge di stabilità 2014. Si applica alle persone fisiche residenti in Italia che detengono attività finanziarie all’estero: conti correnti, depositi bancari, titoli azionari e obbligazionari, quote di fondi, polizze vita e altri strumenti finanziari custoditi o depositati fuori dal territorio italiano.
L’imposta si calcola sul valore medio delle attività nel corso dell’anno, in proporzione ai mesi di detenzione e alla quota di possesso. Non riguarda chi ha conti in Italia presso banche estere con filiale italiana (come Ing Direct o Banco BPM): ciò che conta è dove sono fisicamente custoditi i titoli o dove è radicato il rapporto bancario, non la nazionalità della banca. L’IVAFE si versa tramite modello F24 e si dichiara nel quadro RW del modello Redditi PF con le stesse scadenze delle imposte sui redditi.
Chi ha conti o investimenti all’estero: casi pratici
Con la crescita dei broker e delle neobank digitali, sempre più italiani si trovano soggetti all’IVAFE senza saperlo. Ecco i casi più frequenti:
Broker di investimento: DEGIRO (sede nei Paesi Bassi), eToro (Cipro), Interactive Brokers (USA/UK) e Scalable Capital (Germania) sono intermediari esteri. I titoli e la liquidità custoditi su queste piattaforme sono attività finanziarie estere soggette a IVAFE.
Neobank: N26 assegna IBAN tedeschi (DE): è a tutti gli effetti una banca estera. Revolut, con IBAN lituano (LT) per i clienti europei, rientra ugualmente nell’obbligo. Anche Wise (ex TransferWise) con IBAN belga (BE) o altri europei può essere soggetta a IVAFE.
Exchange crypto: Binance, Kraken, Coinbase e altri exchange con sede all’estero rientrano nell’obbligo dichiarativo per le criptovalute detenute su piattaforme estere. La tassazione delle cripto ha tuttavia regole proprie (imposta sostitutiva del 26% sulle plusvalenze) che si sommano all’eventuale IVAFE.
Quando scatta l’obbligo del quadro RW
Il quadro RW del modello Redditi PF serve al monitoraggio fiscale delle attività estere e va compilato indipendentemente dall’IVAFE. L’obbligo dichiarativo scatta quando il valore delle attività finanziarie detenute all’estero supera i 15.000 euro in qualsiasi giorno dell’anno, non solo al 31 dicembre. Si tratta di una soglia di monitoraggio distinta da quella che fa scattare l’IVAFE.
Per i conti correnti esteri, l’IVAFE è una quota fissa di 34,20 euro annui (proporzionata ai mesi e alla quota) se la giacenza media annua supera i 5.000 euro. Sotto tale soglia, l’imposta è zero. Per investimenti, titoli e polizze l’aliquota è dello 0,2% sul valore medio annuo, senza soglia minima di esenzione. La mancata compilazione del quadro RW è sanzionata dal 3% al 15% del valore non dichiarato, raddoppiato per i Paesi non collaborativi (black list).
Differenza tra IVAFE e IVIE
L’IVAFE e l’IVIE (Imposta sul Valore degli Immobili situati all’Estero) sono due imposte patrimoniali distinte che colpiscono attività diverse. L’IVAFE riguarda le attività finanziarie estere (conti, titoli, polizze), mentre l’IVIE riguarda gli immobili detenuti all’estero da residenti italiani. Le aliquote sono diverse: l’IVAFE è dello 0,2% annuo per investimenti e titoli (o 34,20 euro fissi per i conti correnti sopra la soglia di 5.000 euro di giacenza media), mentre l’IVIE è generalmente dello 0,76% sul valore catastale o di acquisto dell’immobile estero.
Entrambe le imposte si dichiarano nel quadro RW, ma con righe separate. Se possiedi sia un conto DEGIRO che un appartamento a Barcellona, pagherai entrambe le imposte. Per l’IVIE è possibile dedurre le imposte patrimoniali già versate nello Stato estero, per evitare la doppia imposizione. Per l’IVAFE questa deduzione non è prevista nella maggior parte dei casi, salvo specifiche convenzioni bilaterali.
Domande frequenti
Revolut è soggetto a IVAFE?
Dipende dall’IBAN associato al tuo conto. I clienti europei di Revolut ricevono un IBAN lituano (LT): la Lituania è un Paese UE e Revolut Bank UAB è regolamentata dalla Banca di Lituania. Il conto è considerato estero ai fini italiani e, se la giacenza media annua supera i 5.000 euro, scatta l’IVAFE fissa di 34,20 euro. Anche i conti con IBAN GB (eventualmente attivi per clienti pre-Brexit o in transizione) sono soggetti all’obbligo. La regola pratica è semplice: se il codice paese dell’IBAN non è IT, il conto è estero e va monitorato.
Come si paga l’IVAFE?
L’IVAFE si dichiara nel quadro RW del modello Redditi PF e si versa tramite modello F24 con i seguenti codici tributo: 4043 per i conti correnti e depositi esteri, 4047 per le altre attività finanziarie estere (titoli, polizze, ecc.). Le scadenze sono le stesse del saldo IRPEF: 30 giugno dell’anno successivo, oppure 31 luglio con maggiorazione dello 0,40%. È possibile rateizzare il pagamento insieme alle altre imposte. Attenzione: il quadro RW non è incluso nel modello 730, quindi chi ha attività estere deve necessariamente presentare il modello Redditi PF.
Se ho solo 500 euro su un conto estero, devo dichiarare?
Con un saldo sempre inferiore a 5.000 euro di giacenza media annua, l’IVAFE non è dovuta per i conti correnti esteri: l’imposta fissa di 34,20 euro scatta solo se la media supera tale soglia. Per quanto riguarda il quadro RW, l’obbligo dichiarativo scatta se il valore del conto supera i 15.000 euro anche solo per un giorno durante l’anno. Con 500 euro di saldo costante, non hai né IVAFE da pagare né quadro RW da compilare. Tuttavia, se in un singolo giorno dell’anno il tuo saldo ha superato i 15.000 euro (per esempio in seguito a un bonifico temporaneo), potresti avere l’obbligo di dichiarazione anche a fronte di una media annua bassa. In caso di dubbio, verifica la situazione con un commercialista.